lunedì 27 luglio 2015

Concorso "La Villa in Fiore" 2015


E' possibile consultare, scaricare e stampare il Regolamento e la scheda di iscrizione al concorso cliccando sui link. Tra le novità di quest'edizione è previsto l'utilizzo di legna accatastata nella composizione degli allestimenti.
Scheda iscrizione

GIURIA DEL CONCORSO

La Giuria è stata scelta dall'Associazione tra il personale del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise con specifiche competenze ed esperienza pluriennale nell'impostazione, realizzazione e cura dei giardini dei Centri Visita e delle Aree Verdi e nell'organizzazione di analoghi concorsi e manifestazioni.

Essa è composta dei seguenti tre Membri:

- Giovanna Colasante, Servizio Educazione e Didattica

- Arcangelo Serone, Servizio Sorveglianza

- Luciano Vitale, Servizio Sorveglianza

La Giuria visiterà gli allestimenti in concorso ed attribuirà un punteggio e un giudizio agli stessi in base ai criteri stabiliti dal Regolamento del Concorso.

Per garantire una valutazione oggettiva e indipendente verrà garantito l'anonimato dei partecipanti.

I nominativi dei tre vincitori e quello del premio della critica, insieme alla menzione speciale rilasciata dall'Associazione, saranno resi noti nel prossimo mese di agosto.

Nei prossimi giorni sarà disponibile negli esercizi commerciali la mappa del percorso per visitare gli allestimenti.






Mappa allestimenti

giovedì 18 giugno 2015

2070 battute: Testamento


Pubblichiamo una poesia di Renato Savini ispirata alla Fonte Vecchia tratta dalla raccolta “Poesie” (L’Aquila, 1988) che contiene anche opere di Sergio Pavoncelli. 

Il testo è disponibile per la consultazione presso la Biblioteca Comunale.

Testamento

Se morissi
seppellitemi alla Fonte Vecchia.
Le rondini che si rincorrono nel cielo
dalla Fonte Vecchia si vedono.
I montanari continuano a soffrire
e dalla Fonte Vecchia si odono
i loro lamenti.
Sulla bara spargete dei fiori
nella terra seminate viole
che sboccino silenziose 
vegliate da pioppi malinconici.
Il corpo marcirà col legno
A Dio tornerà il profumo dei fiori.

martedì 28 aprile 2015

2070 battute: La Vecchia i n'Angre

Il presente racconto ha partecipato nel settembre 2013 alla seconda edizione del concorso "Buona notte nel Parco", organizzato dal PNALM al fine di diffondere i valori naturali, culturali e sociali del Parco.

L'autrice è Domenica Miele per l'Associazione di Promozione Sociale D.F.P.

Il racconto è ispirato ad un'antica leggenda ancora oggi raccontata a Villavallelonga.

In una valle, nel cuore dell'Appennino d’Abruzzo, dove le nevi dell'inverno faticavano a sciogliersi e dove le meravigliose primavere ripagavano ampiamente le lunghe attese della bella stagione davanti ai caminetti, finalmente era arrivata l'estate. 
Breve era! Talmente breve che gli abitanti di quel paese di montagna lavoravano, sì e no, venti giorni e di gran lena per riempire le terrate, gli arconi ed i fienili indispensabili per superare il gelido inverno.
Era la mattina del due di Luglio quando mamma Giuseppa, dopo aver preparato la pizza i brèbba sotto al coppo con le salsicce e la ventresca, entrò nella buia cameretta per svegliare Francesca ed Antonio, i suoi bambini. «Alzati Signor Maestro! Mittete i batte péie, sta attente aglie n’ciampe illa casa, cà griffa graffa è misse foche a capiglie i terra! (Traduzione Italiana: Alzati Signor Maestro! Indossa le ciabatte, fai attenzione al disordine di casa, perché il gatto ha incendiato il fienile!) Vestitevi e scendete a fare colazione, Mamà vi aspetta... Io, come sapete, devo raggiungere papà che è già andato a n'Angre per falciare il fieno... starete con lei sino al nostro ritorno».
Subito i piccoli saltarono fuori dal letto e, in quattr'e quattr'otto, furono vestiti e seduti a consumare la loro ricca colazione mentre il gallo, di fuori, iniziava a cantare per annunciare l’arrivo del nuovo giorno. 
Mamà, la vecchia nonna, avrebbe badato loro mentre il papà e la mamma sarebbero andati a lavorare all'Aceretta, a n'Angre: un pianoro di montagna dove, in quel periodo, tutte le famiglie falciavano il fieno per le mucche, le pecore, le capre, gli asini, i cavalli e gli altri animali domestici. «Mamma...» iniziò a piagnucolare Francesca «Vogliamo venire anche noi, ti prego! Ti prego!» «Mha!» rispose la mamma, «Lo sapete benissimo che non potete venire! Sapete, quando arriviamo al Pozzo, là... bhè... c'è una vecchia molto brutta e grassa, avvolta da un fazzelettone; lei, se vede i bambini, si fa accompagnare da loro a fare i suoi bisogni, e sulle spalle la dovete portare! E poi, una volta che ha finito, vuole essere pulita con una tovaglia di lusso! E noi non abbiamo una tovaglia di lusso! Chi ce la da a noi la mantile di seta? Da bravi, state con Mamà e stasera, al mio ritorno, vi porto il pane della rezzattòla. Uhmmm! Quello che vi piace tanto!». 
Per quanto ai bambini piacessero quegli avanzi di pane, questo era, in quel momento, una magra consolazione! Piangendo ancora disperatamente, mantenevano la speranza di poter andare anche loro a n’Angre. «Te lo darà l'orsa il pane, vero mamma?» «Certo!» rispose caldamente la mamma «L'orsa e l'orsetto vi manderanno questo regalo, basta piangere adesso!».
Così mamma Giuseppa prese il pane riempito la sera prima con peperoni e pomodori e la ricca frittata con pancetta e salsicce e, caricato il suo mulo, partì alla volta di n'Angre insieme alle altre centinaia di carretti, muli e asini da soma. Francesca ed Antonio salutarono Mamà per uscire a giocare e corsero ad ammirare quella lunga processione di famiglie.
I bambini, di fronte a quello spettacolo… Eh! non seppero proprio resistere, così saltarono e si nascosero su uno di quei carretti, quello di Zi Ciane, disubbidendo alle raccomandazioni della mamma! Stavano andando a n'Angre!
Arrivati, rotolarono silenziosamente giù dal carretto e si trovarono in una grandissima distesa verde, gialla, ricca di vita, di ronzii e circondata tutt'intorno da possenti monti; in lontananza l'eco delle voci degli uomini al lavoro e poi il silenzio, interrotto solo dal canto degli uccelli che attraversavano la piana.
«Guarda!» esclamò Antonio, «C'è l'uva spina! Andiamo a raccoglierla». I bambini iniziarono a gustare quella leccornia quando una volpe schizzò fuori da una tana: Francesca ed Antonio la inseguirono per un bel pezzo e, senza rendersene conto, si inoltrarono nel bosco. 
Il silenzio si fece cupo, le voci di prima erano ormai troppo lontane, il vento fra i rami era l’unico suono che si udiva all'ombra degli altissimi faggi. «Dove siamo? Quella volpe era così veloce che ci siamo perduti...». 
Sch... Sch... Sch... Crac! Un fruscio di foglie, come calpestate, ed il rumore di un ramo spezzato fecero trasalire Francesca ed Antonio: un capriolo, con un veloce balzo, aveva attraversato il bosco ed era fuggito rapidamente. «Aveva paura quel capriolo, ma di che? Guarda... guarda dietro quell'albero, guarda quella pietra, che cos’è?» disse Antonio. Una forma scura, ossuta, afferrava una roccia: era una mano! Poco dietro spuntava un groviglio di fili grigi e lanuginosi... erano dei capelli, i capelli di una vecchia, raccolti in una crocchia… Sì, era proprio lei, la Vecchia i n'Angre di cui, molte volte, Mamà e la mamma avevano parlato.
I bambini, così, iniziarono a correre dal grande spavento e dal timore di doversi caricare sulle spalle l'anziana per accompagnarla nel folto bosco a fare i bisogni... ma, i loro piedini erano come catturati a terra, sprofondavano nel terreno viscido di fango e foglie. «Aiuto! Aiuto! La vecchia ci prende per i piedi! Corriamo!» gridavano disperati.
Corsero veloci come il vento per mezz'ora, ma tanto veloce che si trovarono davanti la chiesetta della Madonna della Lanna pieni di graffi, impauriti e trafelati. 
«Torniamo a casa, questa cosa, non la dobbiamo dire a nessuno» disse Antonio, e così si avviarono sulla strada che portava giù in paese, in silenzio, senza dire una parola.
La sera, rientrando a casa prima dei loro genitori, trovarono la povera Mamà in lacrime che, presa dalla disperazione, aveva nel frattempo messo in allarme tutto il paese. 
«Dove siete stati!!? Volete farmi morire di crepacuore?! Quande revè pàtrete!!». 
I bambini, davvero provati da quell’insolita giornata, chiesero scusa e corsero subito a dormire. 
Quando mamma Giuseppa e papà Pasquale tornarono, li trovarono che dormivano esausti, così decisero di rimandare all’indomani i dovuti rimproveri. 

Da allora, quando Francesca ed Antonio, ormai grandi, ricordano i tempi andati, tornano a interrogarsi sull’accaduto; dubitano se quella vicenda sia stata un sogno o forse un gioco talmente ben riuscito da confondere realtà ed immaginazione, offuscando persino la memoria.
Quando poi, vanno a n'Angre, bhè… sembrano scorgere nel bosco, tra gli alberi, quella figura misteriosa che tanti anni addietro sembrò l’anima della Natura bella, selvaggia ed incontaminata.

* * *

Si ringraziano per le preziose testimonianze e i contributi: Francesca Coccia, Giuseppa Grande, Agnese Bianchi, Leucio Sisto Lippa e Valentino Mastrella di Villavallelonga.

Per una corretta lettura delle forme dialettali riportate in corsivo si consiglia questa regoletta fondamentale: la E non accentata è “muta”, cioè ha un suono sordo (ma non inesistente) come quello della E non accentata della lingua Francese.

Rievocazione della Vecchia in occasione della Sagra della Pecora - Foto: Valentino Mastrella

Rievocazione della Vecchia in occasione della Sagra della Pecora - Foto: Valentino Mastrella

giovedì 9 aprile 2015

Comunicato stampa n. 4/2015

Villavallelonga (AQ), 9 aprile 2015 - Apprendiamo con grande amarezza che le 15 volpi rinvenute morte a Villavallelonga sono state avvelenate. L'Associazione, con il patrocinio dell'Ente Parco, già nello scorso mese di febbraio, si era impegnata nella realizzazione di una campagna di informazione e sensibilizzazione sul tema delle volpi confidenti, al fine di arginare il problema e prevenire il ripetersi di futuri comportamenti inadeguati ai quali, purtroppo, si sono aggiunti atti dolosi e criminali probabilmente attuati al fine di liberarsi delle volpi.
Nei prossimi mesi annunceremo il seguito della nostra campagna, anche se niente e nessuno potrà ridarci indietro queste indifese e innocenti creature, vittime di un pericoloso atto delinquenziale che, oltre ad arrecare un gravissimo danno reputazionale al Paese, ne offende l'intera cittadinanza, da sempre custode orgogliosa del suo territorio e delle sue preziose risorse naturali.

domenica 22 febbraio 2015

A Villavallelonga il culto millenario per Sant’Antonio Abate

Panorama - Foto: Sisto Lippa
Villavallelonga, in provincia dell’Aquila, è un Paese di circa 900 abitanti che sorge nell'alta Vallelonga circondato dai monti del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, riserva più antica d’Italia, di cui promosse la fondazione nel 1922.

Grazie alla sua posizione di presidio e isolamento geografico, il villaggio è riuscito a conservare intatte nel tempo le invidiabili ricchezze legate alla natura e alla tradizione, tramandando per generazioni sia rituali ancestrali che senso di comunità e spirito di appartenenza al territorio. 

Prati d'Angro - Foto: Sisto Lippa


Diavolo tentatore - Foto: Valentino Mastrella
Statua lignea del '600 - Foto: Francesca Tantalo
I festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate rientrano a buon titolo tra le tradizioni più antiche, sentite e coinvolgenti per i nativi di ogni età. La festa dell’eremita, protettore degli animali e del fuoco nonché nemico del Demonio, si celebra annualmente nelle giornate del 16 e 17 gennaio, periodo dell’anno nel quale passato e presente continuano a fondersi in un medesimo contesto temporale.




I rituali di preparazione e consumo collettivo del cibo rappresentano gli aspetti coagulanti attorno ai quali si sviluppano e ruotano gli attuali festeggiamenti. Essi si inquadrano, storicamente, nell’ambito di quelle ricorrenze di inizio anno che, per le culture contadine tradizionali di molti paesi abruzzesi, assolvevano la funzione di ri-equilibrio sociale, condivisione e convenevole benaugurante (cibo, salute, prosperità, fortuna), della produzione e degli animali, intrecciandosi in una dimensione religiosa, mistica e profana ricollegata alla figura e alla vita del Santo e basata su un rapporto di riconciliazione con lo stesso.

Altarino e Frchicchia - Foto: Frank Pilaroscia

domenica 15 febbraio 2015

Fondazione "Loreto Grande" - Ricerca collaboratori 2015


AVVISO PUBBLICO PER LA SELEZIONE E IL RECLUTAMENTO DI COLLABORATORI A TITOLO DI VOLONTARIATO, IN AMBITO DI PROGETTAZIONE E ASSISTENZA TECNICA NEI SETTORI AMMINISTRATIVO E SCIENTIFICO

Art.1 - Tipologia 

La Fondazione “Loreto Grande”, Ente di divulgazione, promozione e ricerca scientifica, seleziona personale tecnico di supporto ai responsabili dei settori amministrativo e scientifico, con svolgimento delle attività nella sede legale (P.zza Olmi snc, 67050 Villavallelonga (AQ)) e operativa (Via Marcandrea snc, 67050 Villavallelonga (AQ)), a titolo gratuito, al fine di formare personale per il coinvolgimento nelle proprie attività di progettazione, ricerca e gestionali.  

La selezione avverrà per incontro-colloquio con gli interessati. 

La collaborazione a tempo determinato ed eventualmente da prolungare a discrezione dei responsabili, consisterà in un periodo di formazione nei locali suddetti, sotto il coordinamento dei responsabili in carica.  

Art.2 – Modalità di svolgimento e discipline di formazione

La formazione riguarderà nello specifico:

  • Settore Amministrativo: attività contabile, logistica, pubbliche relazioni, segreteria e settore comunicazione. L’interessato verrà formato riguardo gli aspetti generali di tutti i settori e nello specifico per le esigenze del responsabile di settore. Requisiti preferenziali: buona capacità di comunicazione e socializzazione, buona capacità di scrittura ed espressione, buona capacità di utilizzo strumenti di comunicazione informatici (internet, social network, ecc…). Disponibilità di partecipazione a convegni, riunioni, come amministratore delegato o rappresentante dell’Ente. Disponibilità ad apertura e manutenzione base dei locali lavorativi, qualora se ne presentasse la necessità.  
  • Settore Scientifico: attività laboratoriali e bibliotecarie di archiviazione dati e revisione materiali scientifici. L’interessato verrà preferenzialmente formato sugli aspetti riguardanti le attività di laboratorio pedologico-erbario e archivio biblioteca in riferimento alle esigenze del responsabile di settore. Requisiti preferenziali: buona capacità di utilizzo di strumenti quali presse, vetrerie, lenti, microscopi manuali e trivelle a mano; capacità di utilizzo database informatici e di interpretazione delle carte tematiche. Disponibilità di partecipazione a escursioni ed uscite in campo; supervisione di visite guidate e lezioni didattiche in aula e nei locali-laboratorio. Disponibilità ad apertura e manutenzione base dei locali lavorativi, qualora se ne presentasse la necessità.
La mancanza dei suddetti requisiti non costituisce motivo di esclusione, in quanto l’interessato verrà adeguatamente formato a titolo gratuito dai responsabili dell’Ente, durante lo svolgimento della propria attività.  

Art.3 – Durata della collaborazione 

Il periodo di formazione del soggetto interessato, avrà durata n°2 mesi operativi, al termine dei quali l’Ente potrà integrare il collaboratore nelle attività successivamente proposte, a propria discrezione in seguito alla qualità del lavoro svolto durante i termini di prova. 

Art.4 – Sicurezza e responsabilità 

L’interessato sarà tenuto al momento dell’inizio del rapporto di collaborazione a firmare un modulo di autodichiarazione sulla sicurezza personale e sulle responsabilità a proprio carico, come parte integrativa del percorso di formazione-collaborazione. 

Art.5 – Modalità e Responsabili della selezione

La selezione avverrà per incontro-colloquio con gli interessati e si baserà primariamente sulle disponibilità del soggetto candidato in relazione all’impegno richiesto dalla collaborazione. Secondariamente verranno presi in considerazione i sopra riportati requisiti preferenziali. I selezionatori saranno gli stessi responsabili dei settori indicati. 

Art.6 – Manifestazione di interesse, termini e contatti 

Gli interessati al presente avviso possono contattare direttamente, per manifestare il proprio interesse e fissare il colloquio, il personale addetto ai numeri di seguito riportati, entro il 15 maggio 2015; oltre tale termine qualsiasi comunicazione verrà ritenuta non valida.

Contatti 
Tel 320 7653211  

mercoledì 11 febbraio 2015

Comunicato stampa n. 3/2015

Villavallelonga (AQ), 11 febbraio 2015 - Facciamo seguito alla nostra campagna di informazione, sensibilizzazione ed educazione, patrocinata dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e avviata nella scorsa settimana “Non avvicinare e non offrire cibo alle Volpi, Garantiamogli un futuro di libertà”.

Cogliamo l’occasione per ringraziare, innanzitutto, i tanti media nazionali e locali che hanno accolto con favore ed entusiasmo l’iniziativa contribuendo alla diffusione del nostro messaggio educativo, i tanti utenti dei social network che lo hanno condiviso e tutti quelli che, grazie alle loro preziose testimonianze, ci hanno permesso di constatare che il problema delle volpi confidenti non riguarda soltanto Villavallelonga ma è diffuso anche in altri Paesi del Parco.

Un ringraziamento particolare va, inoltre, alle personalità del mondo scientifico che hanno espresso apprezzamento per l’iniziativa - in particolare il Presidente Onorario del WWF, Fulco Pratesi e il Segretario Generale dell’Associazione Italiana per la Wilderness, Franco Zunino - la Fondazione “Loreto Grande” di Villavallelonga, l’Associazione Convivium di Borgo Incile - Avezzano e il portale Abruzzando.com che hanno sostenuto e aderito alla nostra campagna.

Esprimiamo, infine, profondo rammarico per le recenti notizie stampa che riportano dell’incidente avvenuto a Gioia dei Marsi nel quale una volpe ha morso una bambina romana che le offriva cibo e riteniamo che quanto accaduto è, purtroppo, quanto di più naturale potesse succedere anche alla luce di quanto rappresentato nel nostro precedente comunicato.

In considerazione della crescente importanza assunta dalla nostra iniziativa, confermata inoltre dai recenti spiacevoli accadimenti, sarà cura dell’Associazione informare il pubblico sugli sviluppi futuri e le iniziative educative e informative che verranno realizzate sul territorio nei prossimi mesi anche in collaborazione con gli Enti, le Associazioni e le Organizzazioni che hanno già aderito e patrocinato la nostra campagna e che vorranno nel frattempo aderire.

L’Associazione D.F.P.

lunedì 2 febbraio 2015

Comunicato stampa n. 2/2015

Villavallelonga (AQ), 2 febbraio 2015 - A partire dalla scorsa estate sono stati avvistati a Villavallelonga, all’interno del territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, numerosi cuccioli di volpe. La permanenza degli stessi nelle praterie adiacenti al sentiero R1 (in particolare nella località Prati d’Angro-Vallone Ciafassa), percorribile anche dai veicoli a motore, ha favorito, con il passare del tempo, il replicarsi di comportamenti scorretti da parte di chi, inconsapevolmente e in assoluta buona fede, ha approfittato del loro atteggiamento confidente per avvicinarli, accarezzarli, scattare foto e offrirgli cibo.

Tali comportamenti si sono ripetuti durante tutti i mesi estivi come anche documentato dalle numerose fotografie che sono state pubblicate sui social networks.

Con l’arrivo della stagione invernale e con la comparsa della prima neve i volpacchiotti, spinti dalla fame e ormai abituati alla presenza e all’offerta di cibo da parte dell’uomo, si sono spinti giù per la valle fino all’abitato di Villavallelonga, rimanendo spesso uccisi in investimenti su strada.

L’Associazione, consapevole della gravità del fenomeno, in linea con la campagna di sensibilizzazione già avviata dall’Ente Parco “Se mi tocchi mi uccidi” - mirata ad informare sulla necessità di non toccare i cerbiatti e i piccoli di capriolo che si incontrano, durante i mesi primaverili, sui sentieri o anche lungo il ciglio della strada - vuole richiamare l’attenzione sul rispetto dei principi di correttezza comportamentale.

Pertanto essa, con il patrocinio del PNALM, ha realizzato il Manifesto “Non avvicinare e non offrire cibo alle Volpi, Garantiamogli un futuro di libertà” al fine di prevenire ed evitare il ripetersi di spiacevoli situazioni come quella attuale.

L’offerta di cibo ai selvatici, infatti - per quanto possa essere considerato un gesto di bontà nei loro confronti - ne compromette l’istinto e la capacità di cacciare, arrivando persino ad impedire la stessa sopravvivenza in natura.

Si invitano, perciò, la popolazione ed i visitatori al rispetto di tutte le risorse naturali, osservando, in particolare, il divieto di avvicinare e offrire cibo alla fauna selvatica, a censurare e segnalare agli Enti preposti ogni comportamento che non sia compatibile con il buon senso e la normativa vigente in materia.

L’Associazione D.F.P.