lunedì 21 luglio 2014

VI Giornata Ecologica e Recycled Art per bambini e artisti - 26 e 27 luglio 2014

L’Associazione di Promozione Sociale D.F.P. - in collaborazione con il Comune di Villavallelonga (AQ) e le Associazioni locali, con il patrocinio del PNALM e con il contributo di ACIAM S.p.A. Servizi Energetici e Ambientali - è lieta di invitarvi alla
VI Giornata Ecologica e al “Recycled Art” per Bambini e Artisti
che si terranno a Villavallelonga (AQ) il 26 e 27 luglio 2014.


La tutela dell’ambiente rappresenta un problema di grande attualità ed importanza con il quale l’intera Comunità Internazionale si confronta quotidianamente. La nostra Associazione è da sempre impegnata nella realizzazione di progetti ed iniziative finalizzate alla sensibilizzazione delle persone sulle tematiche legate ai rifiuti ed al loro corretto smaltimento, soprattutto delle giovani generazioni. Pertanto essa intende organizzare - anche quest’anno - due giornate dedicate al tema dei rifiuti, del rispetto dell’ambiente, dell’educazione, del gioco, dell’informazione e dell’arte. L’iniziativa è rivolta ai cittadini, turisti, studenti, associazioni, comitive di amici, artisti e chiunque voglia contribuire alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio ambientale e dell’antico abitato, principali fonti di ricchezza e di orgoglio per il nostro piccolo Paese.

Nella prima giornata si procederà alla raccolta dei rifiuti ed alla pulizia di alcune zone del Paese e dell’area del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Durante la giornata sarà, inoltre, offerto dal Comune, un pranzo per i partecipanti preparato e servizio presso il Centro Anziani.

Nella giornata successiva si procederà all’allestimento, da parte degli Artisti partecipanti, di “opere” realizzate con i rifiuti e con il materiale riciclato raccolto, nonché all’organizzazione di attività ludico-educative per i bambini.

La possibilità di utilizzare i rifiuti come materiali per realizzare opere d’arte conferisce, a questi ultimi, un valore trasformativo e di risorsa anziché confermare la riduttiva visione per cui i rifiuti siano semplicemente qualcosa di cui sbarazzarsi. Le diverse espressioni artistiche rappresenteranno inoltre l’esempio della pluralità umana, dove ogni singola opera d’arte ha valore in quanto unica e diversa, cosi come ogni essere umano è espressione di un valore in sé, in quanto entità unica e diversa da ogni suo simile.

Ogni partecipante si assume la propria responsabilità in caso di incidente e danni a cose e/o persone che dovessero verificarsi durante le due giornate. Si raccomanda di indossare un abbigliamento adeguato, di munirsi di guanti, sacchi per immondizia e altre attrezzature utili per la pulizia e la raccolta dei rifiuti. Gli organizzatori forniranno comunque attrezzature e materiali di base.

Per la partecipazione dei bambini e dei minorenni è necessaria l’autorizzazione e la presenza dei genitori.

L’iniziativa consentirà di poter trascorrere una piacevole giornata nella natura incontaminata delle foreste del Parco, di visitare il centro storico del Paese, e di poter esprimere le proprie capacità artistiche in questa “singolare” forma d’arte.

mercoledì 16 luglio 2014

Concorso "La Villa in Fiore" 2014


E' possibile consultare, scaricare e stampare il Regolamento e la scheda di iscrizione al concorso cliccando sui link. 

GIURIA DEL CONCORSO 

La Giuria è stata scelta dall'Associazione tra il personale del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise con specifiche competenze ed esperienza pluriennale nell'impostazione, realizzazione e cura dei giardini dei Centri Visita e delle Aree Verdi e nell'organizzazione di analoghi concorsi e manifestazioni.

Essa è composta dei seguenti tre Membri:

- Giovanna Colasante, Servizio Educazione e Didattica

- Arcangelo Serone, Servizio Sorveglianza

- Luciano Vitale, Servizio Sorveglianza

La Giuria visiterà tutti gli allestimenti in concorso ed attribuirà un punteggio e un giudizio agli stessi in base ai criteri stabiliti dal Regolamento del Concorso.

Per garantire una valutazione oggettiva e indipendente verrà garantito l'anonimato dei partecipanti.

I nominativi dei tre vincitori e quello del premio della critica saranno resi noti nel prossimo mese di agosto.

Aggiornamento 24-07-2014:


Si informano gli interessati che nella mattinata di ieri si è svolta la visita della Giuria ai 25 allestimenti floreali partecipanti al Concorso.

La Giuria è rimasta piacevolmente sorpresa dell'efficiente organizzazione del Concorso, dell'elevata partecipazione della popolazione e dell'alto livello qualitativo degli allestimenti realizzati.

I vincitori del Concorso saranno resi noti nel prossimo mese di agosto una volta completata l'accurata fase di valutazione.

Gli allestimenti saranno visitabili e fotografabili fino al 5 settembre in base al percorso numerato riportato nella piantina che sarà disponibile anche in forma cartacea presso i pubblici esercizi del Paese.

lunedì 9 giugno 2014

Nelle Terre degli Orsi 2014

INFORMIAMO CHE L'ESCURSIONE DI SABATO 14 GIUGNO "IL SUONO DEL BOSCO" E' RINVIATA AL 5 LUGLIO 2014.


L’Associazione per la conservazione dell’orso bruno marsicano - Onlus “Salviamo l’orso” in collaborazione con l’Associazione di promozione sociale D.F.P. organizzano un secondo ciclo di escursioni nelle terre frequentate dall'orso bruno marsicano rivolte, in particolare, ai rispettivi associati.

Con esperti naturalisti e conoscitori del territorio percorreremo sentieri di alta montagna visitando i diversi versanti del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise alla scoperta delle abitudini, conoscenze e curiosità legate al plantigrado e alle altre specie animali e vegetali.

La prima escursione intitolata “Il Suono del Bosco” si terrà a Villavallelonga (AQ) sabato 14 giugno 2014, in località Monte Serrone, ed è dedicata alla scoperta e al riconoscimento degli uccelli con l’Ornitologo del Parco del Gran Sasso Monti della Laga Carlo Artese.
L’iniziativa è patrocinata dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

La seconda escursione ”Nelle terre dell’orso e del camoscio” si terrà sabato 28 giugno 2014 nel versante molisano del Parco, in particolare presso Monte Meta e Passo dei Monaci, località abitualmente frequentate dal camoscio d’Abruzzo con osservazione delle fioriture primaverili di alta quota.

mercoledì 16 aprile 2014

Digital Love - 26 aprile 2014


DIGITAL LOVE: Musica, Arte, Immagini nell’Era dell’Amore Digitale

Ingresso dalle ore 00:00

Open Act Live Nadia Casari aka Keilan

A seguire

DJ SET

Anthony Ray

Daniele Rosati

Quore

Valerio Panfili

SPECIAL GUEST

Digital Boys (Ballerini)

Elektro Women (Ragazze Immagine)

Milla Make Up (Body Paint e Trucco per i partecipanti)

Durante la serata verrà inoltre proiettato in ANTEPRIMA il Videoclip del Remix di RAIN, brano trance progressive composto nel 1998 dal duo italiano Brainbug conosciuto a livello internazionale, scritto e interpretato da Nadia Casari, allora lead vocalist del progetto.
Il Videoclip del nuovo brano prodotto e arrangiato da Luciano Madon, è stato coprodotto dalla D.F.P., diretto da Giovanni Giacobelli e Stefano Ricco, interpretato, tra l’altro, da alcuni ragazzi di Villavallelonga e girato nella faggeta di Vallone Tasseto nell’Ottobre 2013.

La D.F.P. si riserva il diritto di selezione all’ingresso.

Info Line: 329 3996534

domenica 13 aprile 2014

2070 battute: Storia di Villavallelonga (2)

Racconto estratto dal libro di Leucio Palozzi “Storia di Villavallelonga” del 1982.
Il racconto ricostruisce il terremoto del 1915 dal punto di vista della cronaca nazionale, ponendo l'accento sul senso di collaborazione e solidarietà della popolazione di Villavallelonga.

Il libro è disponibile al prestito, alla consultazione e alla vendita presso la Biblioteca Comunale.

Il terremoto marsicano del 1915

Alle ore 7,55 di mercoledì 13 gennaio dell’anno 1915 alcune scosse sismiche, durate circa 20 secondi, ferirono gravemente la terra marsicana. Il territorio in pochi attimi fu devastato, le opere in gran parte distrutte, la vita di molti abitanti cessò e, seppure con il freddo intenso, le strade furono in breve affollatissime sbugiardando l’espressione rivolta al poltrone: <<Manghe i tarramute te smòve>>. L’epicentro si registrò nel bacino del Fucino e ciò fece riemergere le polemiche sul prosciugamento del lago; ad Avezzano si ebbe la maggiore rovina, mentre i Centri circonfucensi subirono più o meno danni, a causa della differente costituzione litologica del sito topografico dove sorgevano gli abitati.

I giornali dell’epoca hanno pubblicato molte cronache con dovizia di particolari e di una di queste pagine risulta una drammatica e significativa testimonianza. Alle ore 9 del 18 gennaio l’inviato speciale del periodico La Tribuna mosse da Avezzano lungo una via fiancheggiata da cadaveri e si fermò nei pressi di un gruppo di persone fra le quali riconobbe l’onorevole Sipari che stava ascoltando un giovane taciturno e malinconico. Il profugo raccontava la sua esperienza: <<Io sono vivo per miracolo. Del mio paese non è rimasta in piedi una casa. Il terrore e l’angoscia la non ha limiti>>. Dopo queste parole l’onorevole chiese: <<Quale paese?>>. E il giovane rispose ancora: <<Villavallelonga. Il paese estremo di queste montagne marsicane, oltre Luco, oltre Trasacco, oltre Collelongo. Io non so come sono vivo e come abbia potuto salvarmi con mia madre. C’è cascata addosso la volta di tre piani>>.

La commozione fu tale che i presenti decisero di andare a Villavallelonga e le automobili affondarono <<in un viottolo sfasciato trabalzando nel fango>>. L’inviato riferisce altre notizie del suo pellegrinaggio e poi descrive l’arrivo a Villavallelonga: <<Proseguiamo per questo estremo paese della Marsica a mille metri di altitudine. Lasciamo a destra il paese di Collelongo che visiteremo al ritorno. L’automobile percorre una via che si svolge su per i contrafforti dell’Appennino. Ecco la chiesuola di campagna di San Leucio, protettore di Villavallelonga. Uno squarcio enorme è visibile a distanza: dentro anche il Santo è caduto frantumandosi. All’entrata del paesello con 2 mila abitanti, vediamo il Palazzo comunale gravemente lesionato e il garage di una Società automobilistica, il cui tetto è crollato. Ci sono circa 70 morti e 200 feriti, alcuni dei più gravi sono stati portati a Roma, altri sono in traballanti baracche costruite con tavole tolte alle rovine. Tra i morti sono contadini e negozianti. Ho notato questi nomi: Coccia Carmine, Angelo Serafini, Natale e Pasqua Tantalo, Antonio Serafini, Tantalo Nicola. Più di venti cadaveri sono ancora tra i rottami. La popolazione ha dato prova di rara disciplina. Essa ha subito provveduto da se a scavare le macerie. Anche a  Villavallelonga la strage delle case è totale. All’interno è tutta una maceria e le provviste di grano e di patate sono rimaste sepolte. Tutte le chiese sono crollate. Ho veduto la chiesa parrocchiale: il tetto è sprofondato e le mura esterne si reggono per un miracolo di equilibrio. In questo tempo cinque minuti prima che il terremoto travolgesse questa plaga di Abruzzo era raccolta tutta la popolazione perché si celebravano le funzioni per il matrimonio di due ricchi paesani. Il corteo era uscito sulla piazzetta quando è avvenuto il grande crollo. Cinque o sei vecchiette che si erano indugiate nella chiesuola sono rimaste sotto i cumuli e non fu possibile il salvataggio se non per due di esse. Una ventina di popolani si sono salvati per miracolo>>.

Dopo la descrizione della situazione trovata, il cronista ritiene doveroso soffermarsi sull’abnegazione manifestata dai cittadini: <<Questo paese merita di essere segnalato. L’iniziativa privata ha qui avuto benefica ed esemplare affermazione e se in tutti gli altri luoghi colpiti si fosse rivelata una tale virtù nelle popolazioni, l’opera dello Stato avrebbe trovato terreno infinitamente più atto allo sviluppo della sua opera di soccorso. Il Sindaco, Angelo Ferrari, e il dott. Di Ponzio, sono due individui che è doveroso indicare quale esempio a quanti altri si trovarono nelle loro condizioni. Essi hanno fermato le reclute che dovevano partire, militarizzandole per gli scavi, hanno requisito le poche derrate trovate in fondo alle rovine. Hanno improvvisato delle cucine economiche, hanno distribuito con buoni del Sindaco razioni ai cittadini, ed ora anche per consiglio dell’egregio ing. Petrilli e dell’on. Sipari tentano di riattivare il mulino e le comunicazioni automobilistiche con Avezzano. Tutto questo è avvenuto per virtù di popolo e disciplina di amministrati e amministratori. Così fu possibile ai cittadini di Villavallelonga salvare oltre un centinaio di persone, con un lavoro audacissimo e ordinato; e così fu loro possibile organizzare i primi servizi urgenti di sussistenza e assistenza per non far morire di freddo e di fame gli scampati. Debbo però subito avvertire che questo confortante fenomeno di solidarietà cittadina – tanto più confortante quanto più grave è la strage – non ho potuto ammirare in altri luoghi>>.

Una pagina di cronaca che oggi è storia e testimonia la situazione dei profughi di questo estremo e isolato  Centro della Marsica che dopo cinque giorni dal terremoto aveva fatto appello alle sue sole forze, ma le condizioni si aggravarono ancora; infatti il 20 gennaio una bufera di neve infuriò nella Marsica e il 22 fu pubblicato un appello di Collelongo dove si narrava che a dieci giorni dal terremoto non avevano ricevuto alcun soccorso.

Le testimonianze dei cronisti, però, debbono essere integrate con la lettura dei dati che a Villavallelonga sono attestati nei libri parrocchiali. Le vittime registrate il giorno del terremoto (13 gennaio) furono 46, di cui 16 al di sotto dei 25 anni, 9 tra i 25 e 50 anni e 21 con oltre 50 anni. Nei due mesi successivi la triste sorte fu seguita da altre 20 persone, di cui 17 tra i 64 e i 91 anni; nel restante periodo dell’anno si ebbero altri 30 decessi per complessivi 96 morti; tuttavia seppure il 13 gennaio può essere annoverato come il giorno più luttuoso, non altrettanto si può dire per l’anno 1915 che non fa registrare l’infausto primato.

La popolazione fu colpita nella vita e nelle opere, nei ricordi del passato e nei segni monumentali della sua esistenza. La chiesa secolare, prima sede della parrocchia edificata sotto il titolo originario di S. Nicola, fu rasa al suolo e la chiesa della Madonna delle Grazie, preziosa testimonianza dell’influenza benedettina, già intitolata a S. Bartolomeo, fu gravemente danneggiata al pari della chiesa di S. Leucio. L’esercizio del culto fu assicurato celebrando le funzioni liturgiche in una baracca di legno appositamente costruita in Largo Crocicchia, nei cui pressi si trovavano anche le prime capanne di ricovero per i terremotati. Dalla relazione degli ingegneri che il 31 gennaio visitarono il paese, risulta che il 30% degli edifici fu dichiarato abitabile, mentre il 50% fu mediamente leso e il restante 20% si trovo distrutto; dal documento risulta ancora che le case senza bisogno di lavoro erano 150 e che il mulino era riattivabile.

La gran parte delle case distrutte si trovava arroccata intorno alla Chiesa parrocchiale e con queste distruzioni e successive ricostruzioni molte caratteristiche della Rocca di Cerro medioevale sono state cancellate, anche se negli ultimi tempi alcuni indizi sono stati ricondotti alla luce e sul posto è possibile ricostruire alcuni profili ambientali e testimonianze di vita.

Il comitato dei Lavori Pubblici ha a suo tempo ritenuto che il fattore edilizio fosse quello che aveva maggiormente influito nel cedimento o nella resistenza di fronte alla scossa, anche se si doveva riconoscere una debita parte della struttura geologica e della conformazione topografica del suolo sul quale sorgevano le abitazioni. Per la ricostruzione delle case furono concessi alcuni mutui che, soltanto in epoca successiva, vennero trasformati in contributi; tuttavia le complesse procedure non permisero a molti di usufruirne, anche se a tale scopo molti edifici furono inevitabilmente distrutti e non mancò l’indignazione per lo sfruttamento della grande sventura nazionale.

Dalle primitive baracche di legno gli abitanti furono sistemati in altre provvisorie costruzioni di laterizio che hanno condotto in locazione; la successiva mancanza di interventi definitivi ha indotto gli abitanti a richiederne l’acquisto in modo da provvedere alle necessarie ristrutturazioni, facendo cessare la lunga emergenza.


martedì 1 aprile 2014

Digital Love - 26 aprile 2014


Dopo tre lunghissimi anni dallo strepitoso e chiacchierato Friendly Dance Party “Love is Love”, la D.F.P. è lieta di presentare, in occasione del ventennale, “Digital Love”, un remake evolutivo del progetto “Technological Love” organizzato nel lontano 24 aprile 2008.

L'era del digitale, del post-moderno come indiscussa protagonista del tema di questo Party.
I ritmi frenetici, la troppa materialità e la poca spiritualità, la perdita di valori fondamentali, l'estinzione del gusto della semplicità, del naturale e del bello porteranno a chiederci: Chi siamo? Dove stiamo andando?
Con il passare degli anni e con la continua innovazione tecnologica riusciranno a farci diventare robot, ma soprattutto non esisteranno più l'irrazionale e i sentimenti.
L’amore e le emozioni saranno vissute sempre più via cavo…
Nel 2070 saremo ciò che decideranno per noi...Chi deciderà? La Technologia.

Allieteranno la serata vari DJs e tanti ospiti provenienti da galassie lontanissime, discesi appositamente sulla Terra per rinnovare l’appuntamento con il nostro dance floor digitale.
Nel frattempo vi invitiamo ad inizializzare il sistema operativo per prepararvi alla digitalizzazione!


La D.F.P. si riserva il diritto di selezione all’ingresso.


giovedì 27 marzo 2014

Visita alla Mostra di Mogliani, Soutine e gli Artisti maledetti, Palazzo Cipolla, Roma

L'Associazione D.F.P. organizza, per i partecipanti al Corso di Disegno, Pittura e Incisione, la seconda Visita guidata alla Mostra di Modigliani, Soutine e gli Artisti maledetti il prossimo 30 marzo 2014.

L'organizzazione di visite guidate alle varie Mostre di Pittura e d'Arte costituisce un'importante occasione formativa per gli allievi del Corso, finalizzato all'insegnamento e alla conoscenza delle diverse tecniche pittoriche e della Storia dell'Arte in generale.
Ricordiamo a tutti gli interessati che è possibile iscriversi al Corso di Disegno, Pittura e Incisione presso la Biblioteca Comunale di Villavallelonga il sabato e la domenica dalle ore 15:00.
Presso la struttura è possibile iscriversi inoltre ai Corsi di Inglese (Conversation Club) e Yoga.

domenica 16 marzo 2014

Life Arctos - Sanità animale e orso bruno marsicano


Incontro informativo pubblico che si terrà a Villavallelonga (AQ) il 27 marzo alle ore 18:30 rivolto agli allevatori, cacciatori, tartufari, veterinari, associazioni di categoria e cittadini residenti nei Comuni della Vallelonga (Villavallelonga, Collelongo e Trasacco) per l'illustrazione delle azioni di tutela e conservazione dell'orso bruno marsicano nell'ambito del Progetto Europeo "Life Arctos" e per la successiva fornitura gratuita delle vaccinazioni per cani contro il cimurro.

martedì 4 marzo 2014

2070 battute: Storia di Villavallelonga (1)

Racconto estratto dal libro di Leucio Palozzi “Storia di Villavallelonga” del 1982.
Il testo ripercorre le origini medioevali del Paese per arrivare fino ai primi anni '80, ricordando le figure illustri e descrivendo aspetti storici, culturali e scientifici del territorio.

Il libro è disponibile al prestito, alla consultazione e alla vendita presso la Biblioteca Comunale.

Dalla Riserva di Caccia Reale al PNA

La parte sud-orientale della Vallelonga, occupata dal Comune di Villavallelonga, si insinua, a giusta di cuneo, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo. In tale territorio si trovano numerosi itinerari naturalistici non contaminati da insediamenti artificiali, ne disturbati dal transito veicolare.
L’esistenza del Parco è oggi una realtà che merita di essere conosciuta nei suoi presupposti storici, in modo da porre in luce il ruolo della popolazione locale che ha vissuto in un naturale isolamento, favorito dalla condizione feudale  fino al 1806, dalla barriera lacustre del Fucino fino al 1875 e dalla chiostra dei monti che si susseguono a corona lungo le due convergenti catene della Vallelonga. Quest’area, qualificatasi negli ultimi tempi per il preminente valore naturalistico, consente di verificare la peculiare evoluzione dei criteri di riferimento dell’uomo col suo ambiente ed il cambiamento delle condizioni di vita e lavoro, degli usi e dei costumi tradizionali, che seguono alle esperienze protezioniste condotte nel secolo scorso e in quello attuale.
Fuori dal sistema feudale la Marsica è stata interessata dal prosciugamento del Lago di Fucino e dalla costruzione delle strade obbligatorie che hanno facilitato la conoscenza di questo territorio. Un bel documento epigrafo del 1856 costituisce la pietra miliare che riconosce il valore naturalistico del territorio di Villavallelonga. La piccola pietra, trovata nel centro storico, è ancora collocata sopra il portale n. 32 di Via Colle Quaresima e dice così: << AD HUNC COLLIS QUADRIGESIMALIS BALSAMINUM Aer ReSPIRANDUM ACCeSI M.G.B. A.D. 1856>>. Il messaggio esprime i seguente significato: Sono venuto a respirare quest’aria balsamica di Colle Quaresima.
Il primo personaggio illustre che in epoca moderna ha valorizzato le montagne del Parco è Vittorio Emanuele II, ultimo Re di Sardegna e primo Re d’Italia, denominato Re galantuomo e padre della patria. Da buon cacciatore il Sovrano era attento alla descrizione delle risorse dell’alta Marsica ed in particolare degli estesissimi e secolari boschi che nascondevano una copiosa selvaggina, peraltro poco insidiata dai cacciatori locali, a causa delle armi ancora assai rudimentali da questi possedute. La ricchezza della fauna si esprime in molti toponimi della Vallelonga: agli orsi rimanda il Coppo dell’Orso, ai cervi conduce la Valle Cervara, ai gattopardi (o lince da pardus) fa pensare il rotondeggiante Colle Pardo. Inoltre il torrente Carnello, oggi fossato di Rosa, doveva essere così chiamato perché traeva alimento dalle acque displuviali e sorgenti che segnavano zone ricche di selvaggina.
Nel 1872 il sovrano d’Italia aveva finalmente deciso di cacciare l’orso nelle montagne marsicane e i consigli comunali (Castellafiume, Balsorano, Collelongo, Villavallelonga, Lecce, Gioia, Pescasseroli, Opi) si affrettarono a deliberare, nella sessione di ottobre, di riservare la caccia grossa al Re galantuomo e così fu istituita la Riserva di Caccia a Vittorio Emanuele II. I programmi di caccia prevedevano anche feste e musiche e l’itinerario più suggestivo veniva indicato nella traversata in mulattiera da Balsorano a Collelongo e da Villavallelonga a Pescasseroli.
Dopo il 1878, il successivo Re Umberto I non si mostrò interessato al mantenimento della riserva e la soppresse; ma, nel 1900, Vittorio Emanuele III, nuovo sovrano d’Italia, ripristinò la Riserva Reale e, nell’autunno del 1907, fu  invitato a cacciare l’orso nel territorio di Villavallelonga. La popolazione aveva preparato grandi accoglienze e i cacciatori del luogo con le guardie rege avevano predisposto un dettagliato programma di caccia. La zona della battuta era stata individuata nel Vallone Martino, dove il Re si appostò dopo aver lasciato alla fonte Tricaglie la propria vettura a motore (la prima giunta in Paese) e dopo essersi inoltrato nella boscaglia con cavalli e guide. La battuta per lo scaccio dell’orso non tardò a convogliare un bellissimo esemplare nell’area di osservazione del Re, ma  il sovrano rinunciò a colpirlo ed  impedì che altri potessero farlo.
La visita di Vittorio Emanuele III non mancò di soddisfare alcune richieste della popolazione locale, come il risarcimento dei danni causati al bestiame e l’interessamento perché il postale giungesse fino a Villavallelonga. Però, con il passare degli anni, le spese per i danni crebbero copiosamente e nel 1912, la Casa Reale rinunciò alla riserva, limitando, con un decreto dell’anno successivo, la sola caccia al camoscio.
La soppressione della Riserva di Caccia non poteva che comportare, in mancanza del rimborso danni, la necessità per i naturali del luogo di ridurre il numero degli animali ritenuti responsabili del danneggiamento, con l’ovvia conseguenza di assottigliarsi inevitabile di tutta la fauna locale. Dalla statistica degli esemplari uccisi o catturati nel secolo che precede l’istituzione dell’Ente Parco è possibile cogliere il verificarsi di questo fenomeno.
Dal 1921, con la costituzione dell’Associazione Pro Montibus e, successivamente, con l’istituzione dell’Ente Autonomo del Parco Nazionale d’Abruzzo e del Consorzio per la Condotta Forestale Marsicana, fu possibile avviare un diverso protezionismo e si ebbe << una novella prova delle buone disposizioni delle popolazioni del Parco, le quali, con assoluta fiducia, hanno rimesso, in tal modo, la tutela dei loro maggiori interessi nelle mani dei dirigenti dell’ente autonomo>> del P.N.A..
I cittadini di Villavallelonga avevano molta fiducia che il Parco potesse concorrere a promuovere le iniziative turistiche e lo sviluppo economico del luogo; risulta, infatti, che il Sindaco, nel 1925, aveva comunicato all’Ente Parco il desiderio di alcuni cittadini di investire i propri diritti, in forma di contributo, per la costituzione di un albergo, impiegando nell’opera lire 300.000, ma la disponibilità manifestata non determinò il fattivo impegno dell’Ente.
Negli anni successivi i naturali del luogo sono stati più volte rimproverati per l’eccessivo commercio della legna, che tuttavia era colpito dalla tassa comunale di esportazione, e così anche per la cattiva abitudine di tagliare alberi a m. 1,50 dal suolo che comporta la perdita di molto materiale. I Villavallelonghesi negli anni venti esportavano ogni anno circa 2.500 metri cubi di legname ed altrettanti sostituivano il consumo locale, per cui, se da un calcolo approssimativo il bosco non poteva fornire più di 5.000 metri cubi (circa 40.000 quintali) senza intaccare il suo capillare boschivo cioè senza tagliare più di quanto il bosco era in grado di produrre, non pare che allora si siano verificati eccessivi abusi. Gli accusatori volevano tutelare le foreste <<dall’ingordigia smodata delle popolazioni e tener fronte a tutte le deviazioni facili a sorgere nelle menti di gente ingenua ed abituata a considerare il bosco come suo>>.
L’obiettivo di tutela che si pretese di assumere da parte di tali accusatori non conseguì molti apprezzabili risultati, giacché veniva formulato da posizione ingrata e ingenerosa nei riguardi dei naturali del luogo. E’ sufficiente il riferimento ai documenti feudali per rintracciare le plurisecolari privazioni di questa gente che tutto ha potuto dire men che qualcosa fosse stato suo o affermare il suo diritto agli usi civici, mentre ha dovuto condurre una quotidiana lotta per la sopravvivenza, che era dettata dalle necessità esistenziali e non dall’ingenuità delle menti. Piuttosto le ditte forestiere, queste si ingorde, hanno avviato quella che Loreto Grande chiamò la strage degli alberi innocenti.
L’Ente Parco, dopo essere stato soppresso nel 1933, per il passaggio della gestione delle montagne all’azienda di Stato per le foreste demaniali, fu di nuovo istituito il 21 ottobre 1950. A differenza della prima istituzione, che mirava alla difesa della locale sottospecie endemica del Camoscio d’Abruzzo (Rupicapra ornata) e dell’Orso Marsicano (Ursus arctos marsicanus), nella legge che ricostituiva l’Ente Parco venivano indicate finalità non solo di tutela, ma anche di potenziamento della fauna e della flora e di conservazione delle speciali formazioni geologiche e delle bellezze paesaggistiche.
Dalle esperienze di caccia, condotte nel quadro della istituita Riserva Reale, si è pervenuti all’esigenza di proteggere la fauna e la flora della Marsica orientale con l’intervento di associazioni e enti, realizzando il significativo passaggio da interessi feudali e venatori ad impostazioni e progetti naturalistici per interventi razionali e sistematici. Per la verità non sempre è stato possibile osservare la razionale programmazione ed il coordinamento degli interventi. Gli scandali urbanistici in prossimità degli abitati di Pescasseroli, Civitella Alfedena e Villetta Barrea sono in contrasto con tale esigenza, mentre gli squilibri realizzati fra i Comuni del Parco con Centri attrezzati e ricettivi rispetto alle notevoli carenze ed insufficienze dei Comuni più decentrati sono incompatibili con l’equa ripartizione dei servizi e delle iniziative.
L’obiettivo di assicurare la fruizione collettiva della ricchezza biologica non può non essere coniugata con l’appoggio delle genti che in loco risiedono e operano, in modo che l’imposizione dei vari vincoli comporti il risarcimento dei danni subiti e non risulti generica, rigida o fittizia nell’indicazione delle opportunità di lavoro, ma sviluppi forme cooperativistiche e modalità di gestione dei servizi che tutelino l’uomo nel suo ambiente e col suo ambiente, cioè l’uomo integrale nelle sue concrete condizioni ambientali.
In tema di presenze deve essere registrata la prima iniziativa, piuttosto discutibile, realizzata a Villavallelonga con il festival musicale-ecologico patrocinato dall’Ente Parco con l’adesione del W.W.F. (Fondo mondiale per la natura), della Lega per l’energia alternativa, della Lega naturista, del Gruppo dimensione e natura dell’Associazione Amici del Parco.  La manifestazione, denominata l’orso nel sacco a pelo con la chitarra, si è svolta sui Prati d’Angro dal 27 al 31 luglio del 1977. Il programma prevedeva dibattici politici-ecologici e musiche che hanno richiamato quasi diecimila giovani provenienti da tutta Italia e anche dall’estero. L’esplosione dei servizi, di fatto inesistenti, e la natura dell’iniziativa, autogestita, ma non dai locali, hanno evidenziato le carenze più notevoli ed hanno riproposto la necessità di pervenire alla individuazione delle finalità turistiche in relazione alle concrete possibilità ricettive dei servizi in funzione.
Al di là delle incongruenze riscontrate in tale circostanza, sembra acquisito e significativo il ruolo giocato dalle popolazioni del Parco nell’interpretare il passaggio dalla Riserva di Caccia alle esperienze naturalistiche del Parco Nazionale de Abruzzo. I criteri di riferimento per un corretto rapporto tra l’uomo ed il suo ambiente di vita sono andati via via evolvendosi; in questa area, qualificatasi per il preminente valore naturalistico, si deve ora verificare sia la rinascita dei territori montani, sia il progresso economico, sociale e culturale delle comunità locali.

Pietra posta in località Colle Quaresima attestante la salubrità dell'aria di Villavallelonga
Ritratto di Re Vittorio Emanuele II di Savoia, di Tranquillo Cremona

Manifesto dell'evento "L'orso, nel sacco a pelo, con la chitarra"